Il ritiro

Non è un ritiro. È un ritorno.

Servo un mese all'anno, in Perù. Un mese soltanto, per una ragione semplice: della pianta parlo solo dove posso custodire il contesto. Il Perù è il luogo dove l'ayahuasca è patrimonio culturale della nazione, dove la cerimonia vive dentro la sua tradizione e dentro la sua legge.

Prossima cerimonia: agosto 2027, Perù.

Su questa pagina trovi cosa è il ritiro, per chi è pensato e come si arriva pronti. Il ritiro ha pochi posti e nessuna pagina di acquisto: l'unico modo per parlarne è la consulenza di orientamento. È una scelta, ed è la stessa per tutti. Prima della cerimonia viene la persona, e prima del posto viene la domanda giusta: è il tuo momento?

Mi interessa una cosa sola: che tu sia pronto. Quando la consulenza mostra che il ritiro fa per te, ne parliamo. Quando mostra un'altra strada, ti indichiamo quella.

Se vuoi capire meglio cos'è la pianta prima di tutto il resto, ho scritto una pagina che la racconta: L'ayahuasca, la liana dello spirito

Perché la pianta

Immagina di essere al telefono con la tua anima. Ma sei allo stadio, nella finale dei Mondiali, mentre l'Italia sta per segnare. Lo stadio urla. Tu non senti niente.

La tua anima ti parla sempre. È il rumore che non te la fa sentire: la mente che non si ferma, le voci degli altri, le notizie, le convinzioni che ti hanno messo addosso. In tante tradizioni del mondo le piante enteogene sono il primo passo per abbassare quel rumore. Già nei primi inni del Ṛgveda si parla del soma, la bevanda sacra che apriva la porta.

Le piante non sono l'unica via. Sono una porta. E dopo la porta, c'è il cammino da fare a casa.

Perché si va di persona

Per imparare a sciare puoi leggere tutti i libri che vuoi. Ma a un certo punto devi andare sulla neve, con un maestro accanto. Ci sono cose che si imparano solo facendole.

Come lavoro

  • ·Bevanda onesta. Non aggiungo piante per aumentare lo sballo, e non annacquo la medicina perché nessuno senta niente e torni a pagare un'altra cerimonia. Lo scopo non è sballarti: è farti incontrare te stesso.
  • ·Non solo ayahuasca. A seconda di quello che serve a te, lavoriamo anche con altre piante della tradizione, come il mapacho o la sananga.
  • ·La musica. Ikaros dell'Amazzonia, mantra dell'India, canti e strumenti ancestrali da diversi angoli del mondo. Il suono è una parte della medicina.
  • ·Un ponte tra due mondi. Mi sono formato con maestri di tradizioni diverse, in Amazzonia, nelle Ande, in India, in Africa. Vengo anche dalla ricerca scientifica. Porto in cerimonia il meglio di ciascuno, insieme.
  • ·La tua lingua. Molte persone bevono con curanderos con cui non riescono a scambiare una parola. In una notte così, poter parlare con chi ti guida cambia tutto.
  • ·Qualcuno che viene dal tuo mondo. Un curandero che ha sempre vissuto nella foresta non sa cosa significa il traffico, lo stress, la sveglia del lunedì. Io sì. Conosco la vita da cui parti e quella a cui torni.

Prima, durante, dopo

  • ·Prima. Una consulenza di orientamento con una persona del team, per capire se è il tuo momento e se è sicuro per te. Se sì, prima di partire parli anche con me.
  • ·Durante. Le cerimonie in Perù, in un gruppo piccolo.
  • ·Dopo. Il viaggio si misura dal ritorno. Dopo il ritiro c'è un tempo di integrazione con me, per le domande che arrivano quando sei di nuovo a casa.

Se stai considerando un cammino con le piante, il primo passo è capire dove sei e dove vuoi arrivare. Una conversazione con una persona vera, per orientarti. A volte la risposta è un ritiro. A volte è aspettare. A volte è un'altra strada.

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